La malattia d’Alzheimer e le sue fasi
Dr.ssa Barbara Romani
La malattia d’Alzheimer ai nostri giorni è la causa del 50% delle demenze senili. Essa viene definita, secondo il DSM IV come un ‘progressivo e globale decadimento delle funzioni corticali superiori (memoria, capacità di risolvere i problemi quotidiani, destrezza visuo-motoria, uso corretto dei mezzi di inserimento sociale e di controllo delle reazioni emozionali) in assenza di importanti obnubilamenti della coscienza’.
Essa è stata suddivisa in tre fasi progressive con caratteristiche proprie:
- Fase iniziale (durata 2-4 anni): caratterizzata da sintomi lievi:difficoltà a livello della memoria -soprattutto per eventi recenti- di adattamento e decisionale. Possibile perdita di iniziativa e di interesse e presenza di depressione a diversi livelli. Principio di disorientamento spazio-temporale.
- Fase intermedia (2-10 anni): accentuazione dei sintomi della fase iniziale, progressiva incapacità di svolgere compiti che sono familiari. Difficoltà a ricordare anche eventi lontani. Alterazione del ritmo sonno-veglia. Progressiva manifestazione di atteggiamenti inappropriati nell’ambito della nutrizione e della vestizione. Presenza di deliri, allucinazioni e false identificazioni. Il malato può manifestare rabbia, aggressività anche a livello fisico e frequente perdita di controllo.
- Fase avanzata (1-3 anni): è presente una completa dipendenza dagli altri, sia per quanto riguarda l’alimentazione che la cura della persona. Il deficit di memoria è pressoché totale e la comunicazione si riduce ulteriormente fino a diventare nulla. Anche le capacità più semplici, come la deambulazione, la deglutizione e il movimento, vengono perse. Aumentano le possibilità di infezioni (respiratorie e alle vie urinarie) e di piaghe da decubito, oltre che la presenza di malattie concomitanti di qualunque natura (stipsi, squilibri elettrolitici da disidratazione, riacutizzazione di malattie croniche, affezioni degenerative).
La malattia ha una durata complessiva di circa 10-12 anni e si aggrava sino al momento del decesso, che è in genere conseguente a deperimento organico e alla diminuzione delle difese immunitarie.
Bibliografia:
- Assistenza e protezione, Barnabei R., Caltagirone C. et Al. (2002), ed. Nexthealth, Milano.
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